Grana Padano DOP Una storia millenaria

Redazione |
25 Giu, 2024 |

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Nel lontano 1135, tra le mura di una bellissima Abbazia, la nascita di un formaggio tra i più celebri del mondo: Grana Padano DOP

Per conoscere la storia di questo grande formaggio dobbiamo fare un salto, anzi, un grande salto indietro nel tempo, per arrivare nell’anno mille, e più precisamente l’11 Febbraio 1135. Ma cosa accadde in quel anno di così importante per arrivare fino ai nostri giorni? Bene, nel 1135 nacque il formaggio Grana Padano DOP. Ma dove? Come tutto ciò avvenne? Pazienza, un po’ di pazienza e ve lo racconto. La storia è molto affascinante, sentite un po’.

Era passato l’anno mille, senza la pronosticata fine del mondo. Mille e non più mille, si diceva. Dopo 135 anni, i monaci cistercensi, dopo una grande bonifica della campagna, edificarono la bellissima Abbazia di Chiaravalle, nel cuore della Pianura Padana, a sud di Milano.

Ordine monastico dei cistercensi e l’Abbazia di Chiaravalle

Ma chi erano i cistercensi? L’ordine monastico dei cistercensi nacque a Citeaux, in Francia, nella mia tanto amata Borgogna, grazie al fondatore Roberto di Molesme. Ma torniamo alla nascita del formaggio Grana Padano.

La bonifica delle campagne, in quel tempo acquitrinose, diede la possibilità di favorire l’espansione dell’agricoltura e dell’allevamento del bestiame. Si produceva molto più latte del fabbisogno dei monaci e degli abitanti dei villaggi vicini. Che fare? Buttare il latte che eccedeva? In quel tempo le celle frigorifere non erano state ancora inventate e il latte deperiva dopo solo un giorno dalla mungitura. Bisognava inventare qualche cosa.

Dopo molte prove, i cari monaci trovarono la soluzione per conservare il prezioso latte. Avrei voluto esserci! Ecco come è nato il Grana Padano. Versavano il latte in una grande caldaia aperta di rame, una sorta di grande pentolone, aggiungevano del caglio e riscaldavano la cagliata a varie temperature, facendo diverse prove, scoprendo così che a temperature più elevate e tagliando la cagliata sino ad arrivare alla dimensione di un chicco di grano, si otteneva un formaggio che si poteva stagionare per lungo tempo.

La nascita del formaggio “casus vetus”, antenato del Grana Padano DOP

Il miracolo era compiuto, il latte era salvato e si trasformò nel nostro Grana Padano DOP. I monaci all’inizio lo chiamavano in latino “caseus vetus”, che significa “formaggio vecchio”, proprio perché lo si poteva conservare più a lungo. Mentre i contadini che non conoscevano il latino lo chiamavano “grana”, grazie alla sua pasta compatta punteggiata da piccoli granelli bianchi che si percepivano al palato.

Piano piano il formaggio “Grana”, molto prezioso e sempre più famoso, divenne il protagonista nei banchetti dei nobili. Con il passare del tempo questo formaggio veniva apprezzato sempre di più sia dai ricchi che dai poveri, grazie alle sue proprietà terapeutiche e il sapore inconfondibile.

Da quel tempo nulla è cambiato, il formaggio Grana Padano DOP, Denominazione d’Origine Protetta, si produce con gli stessi antichi metodi. Questa è la storia del Grana Padano DOP, diventato il formaggio tra i più celebri del mondo.

Abbinamenti Grana Padano DOP

Gli abbinamenti con Sua Maestà il Grana Padano DOP sono tantissimi, c’è solo l’imbarazzo della scelta: vini, birre, mieli, confetture di ogni tipo, cocktail, aceto balsamico, cioccolato, pane. Ogni stagionatura, con la sua sapidità e il suo caratteristico spettro di profumi, da quelli delicati di latte e panna nel formaggio giovane, da 9 a 16 mesi, ai più complessi di burro e fieno nel Grana Padano DOP stagionato oltre 20 mesi, ha un suo giusto abbinamento.

Senza parlare di innumerevoli ricette della tradizione italiana dove il Grana Padano DOP trova il matrimonio perfetto con gli ingredienti di ogni piatto.

Consorzio per la Tutela del Formaggio Grana Padano DOP

Desenzano del Garda
Brescia – Lombardia
www.granapadano.it

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